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BIOGRAFIA |
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1863-1878 |
Edvard Munch nasce a Løten, cinquanta chilometri a nord di
Christiania (l'attuale Oslo), secondogenito di Laura Cathrine e Christian Munch, medico militare appartenente a una
distinta famiglia di intellettuali e alti funzionari. La madre trentenne muore di tubercolosi e alcuni anni più tardi,
colpita dalla stessa malattia, si spegne, all'età di quindici anni, la sorella Sophie, mentre l'altra sorella, Laura,
mostra sin da giovane segni di schizofrenia. |
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"Mia madre era di origini contadine, una famiglia dalla
volontà tenace, ma corrosa alla radice dalla tubercolosi. Mio padre discendeva da una stirpe di poeti con sprazzi di
genialità, ma portava anche segni di degenerazione. [...] Le malattie, la pazzia e la morte furono gli angeli neri che
vegliarono sopra la mia culla e mi accompagnarono fin dall'infanzia". |
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1879-1889 |
Si iscrive alla facoltà di ingegneria dell'Istituto
Tecnico di Christiania che presto abbandona per dedicarsi interamente alla pittura. Inizia a frequentare corsi presso la
Scuola Reale di Disegno, si avvicina all'ambiente degli artisti naturalisti e all'opera di Hans Heyerdahl. Segue le
lezioni di Christian Krohg.
Entra in contatto con il gruppo dei bohémiens di Christiania e il loro leader, lo scrittore e redattore della
rivista letteraria "Impressionisten", l'anarchico Hans Jæger. Dopo avere ottenuto una borsa di studio si reca per la
prima volta all'estero. Nelle gallerie private di Parigi conosce l'arte impressionista. Nel 1886 espone quattro opere al
"Salone d'Autunno"; uno dei dipinti, La bambina malata, viene aspramente criticato dalla stampa conservatrice e
dagli artisti di orientamento naturalista. |
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"La mia prima rottura con l'impressionismo avvenne durante
il lavoro a "La bambina malata". Io cercavo espressione (espressionismo). Avevo difficoltà a raggiungere quell'espressione
e atmosfera che volevo e l'opera rimase incompiuta persino dopo una ventina di revisioni". |
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1889-1891 |
Nell'aprile del 1889 organizza la prima personale a Christiania;
vi espone centodieci opere di cui sessantatre dipinti e quarantasette disegni. In ottobre si reca nuovamente a Parigi dove
si iscrive alla scuola d'arte di Léon Bonnat e conosce l'arte di Van Gogh, Seurat, Signac e Tolouse-Lautrec. Grazie al
sostegno economico preveniente da due borse di studio statali prosegue l'apprendistato in Francia durante il quale
sperimenta la tecnica pointilliste. Durante una visita alla Kunsthalle di Amburgo rimane colpito dall'opera di Böcklin Il
bosco sacro. L'introspezione e il ricordo sono per lui la più importante fonte d'ispirazione. |
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"Io dipingo non quello che vedo, ma quello che ho visto". |
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1892-1894 |
La sua personale inaugurata nel novembre del 1892 a Berlino
viene chiusa in anticipo dopo una sola settimana a causa delle proteste sorte in seno all'Associazione degli artisti
berlinesi. Alcuni artisti che appoggiano Munch, al seguito di Max Liebermann, si staccano dall'Associazione per fondare
la Secessione berlinese. Nello stesso anno Munch si trasferisce a Berlino che, grazie al clima di crescente interesse
nei confronti dell'arte nordica, diventa una seconda patria per numerosi artisti scandinavi. Affitta un atelier e
frequenta un gruppo di intellettuali di cui fanno parte lo scrittore e teorico della letteratura simbolista polacco
Stanislaw Przybyszewski e August Strindberg. Gli anni 1892 e 1893 sono tra i più prolifici dell'artista; in questo
periodo nascono capolavori come Il bacio, Il grido e la prima versione di Madonna. |
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"Non ci dovranno più essere dipinti di interni, di persone
che leggono e di donne che lavorano a maglia. Ci saranno immagini di persone autentiche che respirano, provano sentimenti,
soffrono e amano. Ne farò tanti di quadri così. La gente comprenderà la loro sacralità e si toglierà il cappello come se
fosse in chiesa". |
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1894-1902 |
Esegue le prime incisioni a puntasecca e litografie.
Przybyszewski pubblica la prima monografia dedicata alla sua opera. Elabora i temi de Il fregio della vita, un
ciclo di opere che "avrà per soggetto amore e morte". Nell'estate del 1902 la relazione con l'emancipata borghese
Tulla Larsen, iniziata presumibilmente nel 1898, finisce con un litigio durante il quale si ferisce con un colpo di
pistola a un dito della mano sinistra. Non si sposerà mai. |
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"Ho sempre anteposto la mia arte a ogni altra cosa e ho
spesso avuto l'impressione che questa donna mi impedisse di lavorare. A causa del seme della cattiva salute che ereditai
dai miei genitori decisi fin da giovane di non sposarmi. Sentivo che sarebbe stato un crimine
sposarsi". |
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1902-1908 |
A Berlino entra a far parte della Secessione. Realizza le
scenografie per gli Spettri e per Hedda Gabler di Ibsen al teatro di Max Reinhardt, dove dipinge anche un
fregio. Partecipa alla mostra degli artisti norvegesi a Copenhagen, al "Salon des Artistes Indépendants" di Parigi, dove
le sue opere vengono collocate tra i fauves. I giovani artisti dell'associazione "Die Brücke" lo invitano a
partecipare alle loro esposizioni. Inizia a soffrire di allucinazioni. Trascorre otto mesi nella clinica del dottor
Daniel Jacobson nel corso dei quali trasforma la sua stanza in atelier; esegue numerosi dipinti e disegni e scrive
il poema in prosa Alfa e Omega. |
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"Ricordo i giorni che precedettero il mio ricovero nella
clinica di Copenhagen, il modo in cui quasi privo di sensi trangugiavo vino e Cognac e fumavo i sigari più forti.
Fumavo e mi riempivo di alcool dalla mattina alla sera, fu una vera e propria intossicazione dei sensi. [...] Il mio unico
conforto in quel periodo fu il fatto che la mia capacità di lavorare non semprava colpita". |
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1909-1923 |
Ritorna definitivamente in Norvegia e inizia a
lavorare ad un'opera raffigurante "le forze eterne della natura" destinata al concorso per la decorazione murale
dell'Aula Magna dell'Università di Christiania. Negli anni dieci ritorna ai "temi sociali" dipingendo figure di contadini
e operai. Le sue opere godono di fama sempre più vasta. Vengono organizzate mostre personali in Germania, Austria,
Danimarca. Nel 1912, alla "Sonderbund" di Colonia vengono esposte trentadue opere; insieme a Van Gogh, Cézanne e Gauguin
l'artista è celebrato come uno dei pilastri della modernità. |
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"Io sto facendo uno studio sull'anima; posso osservarmi da
vicino e usarmi come terreno di sperimentazioni per il mio studio. [...] Così come Leonardo da Vinci indagò l'interno del
corpo umano e sezionò cadaveri, così io tento di sezionare l'anima". |
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1929-1944 |
Nel 1927 gli vengono dedicate grandi retrospettive a Berlino
e a Oslo, in patria viene celebrato come uno dei più importanti artisti dell'età moderna. Vive isolato nella sua casa di
Ekely, dove, scrutando in modo impietoso la propria vecchiaia, dipinge gli ultimi autoritratti. Nel 1937 espone nel
padiglione norvegese della "Esposizione Universale" di Parigi. Nello stesso anno, in Germania, ottantadue suoi dipinti
vengono bollati come "arte degenerata" e confiscati.
Nel 1940 i tedeschi invadono la Norvegia; Munch rifiuta ogni contatto con il governo filo-nazista. Muore il 23 gennaio
1944. Lascia l'opera di tutta la sua vita alla città di Oslo. |
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