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EDVARD MUNCH La bambina malata I 1896 |
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EDVARD MUNCH Autoritratto con braccio scheletrico 1895 |
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EDVARD MUNCH August Strindberg 1896 |
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EDVARD MUNCH Stèphane Mallarmé 1896 |
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EDVARD MUNCH Autoritratto con una bottiglia di vino 1930 |
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"La natura non è soltanto ciò che è visibile agli occhi. Essa è anche
l'insieme delle immagini interiori della mente. Immagini al di là dell'occhio". 1907-1908, Edvard Munch
L'opera grafica di Munch comprende circa 750 soggetti diversi ripartiti nelle tecniche dell'acquaforte, dell'acquatinta,
della litografia, della xilografia e un centinaio di cosiddetti monotipi, ovvero stampe in esemplare unico ricavate da un
disegno non permanente eseguito su lastra metallica. Oltre che per la sua abilità, egli è stimato per le innovazioni
tecniche che apportò alla grafica; nell'ambito della xilografia per esempio, egli è uno dei primi artisti a intagliare
il legno lungo la fibra, con le fibre parallele al piano d'incisione e non secondo il metodo tradizionale, di testa, con
le fibre perpendicolari al piano. Ciò gli permette di realizzare formati grandi e di rendere le venature del legno
visibili nell'opera finita. Ma dietro questo procedimento si cela anche la volontà di captare l'anima del legno; le linee
sinuose delle venature vengono percepite come l'energia del legno riversata nell'opera d'arte.
Con ogni probabilità Munch esegue le prime opere grafiche a Berlino, nel 1894. Si è cercato di ricostruire i suoi anni di
apprendistato, ma è pressoché impossibile indicare con precisione da chi egli abbia appreso quest'arte. Essendosi rivolto
alla grafica tardi, da artista ormai maturo ed affermato, acquisì rapidamente la padronanza delle tecniche con il
Eprobabile contributo di stampatori professionisti. I più importanti impulsi gli vengono da opere di artisti come
Toulouse-Lautrec, Odilon Redon, Félix Vallotton, Max Klinger, Max Liebermann e di Herman Schlittgen.
Nelle opere grafiche Munch riprende spesso temi e soggetti già trattati precedentemente. Ciò vale ad esempio per una
delle prime incisioni a puntasecca, La bambina malata del 1894, ripetizione del soggetto di un dipinto del 1885-1886.
Nello stesso anno esegue anche le prime acqueforti e litografie; nella primavera dell'anno successivo nascono le
splendide versioni litografiche di Il bacio, Madonna, Vampiro e Il grido. Uno dei capolavori dell'arte simbolista è senza
dubbio il primo autoritratto di Munch realizzato a litografia nel 1895: Autoritratto con braccio scheletrico. L'artista
si è ritratto frontalmente, il suo sguardo sembra vagare nel vuoto. Il volto e il braccio scheletrico emergono dallo
sfondo nero che oscura le spalle, la testa appare dunque staccata dal resto del corpo. L'opera, che, per la presenza di
motivi escatologici, è stato paragonata a una stele funeraria, è un esempio del modo diretto di affrontare il tema della
morte da parte di Munch.
Del 1986 sono i ritratti di August Strindberg e di Stéphane Mallarmé. Il primo è provvisto di un bordo ornamentale che,
con ogni probabilità, illustrava alcune idee teosofiche in voga negli anni novanta e doveva esprimere l'aura di forza e
vitalità che emanava dal personaggio.
A Parigi l'artista inizia a sperimentare la xilografia. Questa tecnica presentava alcuni vantaggi, per esempio il fatto
che i materiali erano meno costosi rispetto a quelli necessari per gli altri procedimenti e che si potevano eseguire
delle prove di stampa senza usare la pressa. Sia in Malinconia e Angoscia, versioni di dipinti famosi del 1894, eseguite
nel 1896, che in xilografie del periodo successivo come Tête a tête del 1905, Munch dà prova delle sua qualità di incisore.
Di grande intensità è infine la litografia Autoritratto con una bottiglia di vino del 1930, una rielaborazione del soggetto di
un dipinto eseguito nel 1906. La scena si svolge in un periodo critico della vita di Munch, che lottava con la dipendenza
dall'alcool, e ha luogo in un ristorante di Weimar. Nella versione litografica l'immagine risulta speculare rispetto al
dipinto, cosicché l'attenzione dello spettatore si rivolge maggiormente al viso del modello. La resa meno realistica
dell'ambiente, e delle figure sullo sfondo, rende l'atmosfera più enigmatica, quasi spettrale. |