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Giulio Paolini, nato a Genova nel 1940, dal 1952 vive a
Torino, e in anni più recenti anche a Parigi. L'artista è stato spesso accomunato al movimento dell'Arte Povera - con cui
espose in varie occasioni negli anni sessanta - benché la sua ricerca si inscriva in un ambito più strettamente concettuale.
La sua prima personale si tiene alla Galleria La Salita di Roma nel 1964, sebbene Paolini realizzi già nel 1960 Disegno
geometrico, una tela di 40 x 60 cm sulla quale l'artista esegue una squadratura, procedimento preliminare a ogni possibile
rappresentazione. Questo primo quadro verrà citato e ripreso dall'artista in lavori successivi in quanto fondamento di ogni
sua riflessione sullo statuto stesso dell'opera. L'intera produzione di Paolini ha per oggetto una ricerca analitica rivolta
a strumenti e ambiti del fare artistico; si fonda tanto sulle considerazioni delle basi materiali della pittura, quanto
sull'indagine relativa allo spazio espositivo e all'artista stesso come operatore del linguaggio. Grazie all'uso della
citazione - le statue classiche o i personaggi della storia della pittura - Paolini attinge a un vasto repertorio di
figure, recuperate attraverso tecniche diverse come la fotografia, il collage e il calco in gesso, che tendono a rimettere
continuamente in gioco la definizione stessa dell'opera, la quale, interrogandosi incessantemente sulla sua ragione o
necessità, sembra continuamente sfuggire a qualsiasi codice che non sia l'appartenenza alla propria storia, il suo
proiettarsi in una prospettiva futura pur rispettando le origini da cui proviene. Si succedono così allestimenti, a volte
articolati e complessi, di taglio quasi teatrale che mettono in scena, in frammenti, l'indefinibile identità di un'immagine
sempre alla ricerca di un modello, allo stesso tempo nuovo e antico. |