11 settembre 1999 - 15 gennaio 2000


Mostre virtuali:

Kandinsky e dintorni
Chagall e dintorni
Malevich e dintorni


La tradizione delle Grandi Mostre di Palazzo Forti, ormai consolidatasi con l'annuale ripetersi di memorabili appuntamenti con l'arte, si arricchisce di un nuovo evento espositivo dedicato all'importante stagione dello spiritualismo russo, che ha segnato di sé i primi trent'anni del nostro secolo ed ha rappresentato un punto di riferimento ineludibile per le avanguardie storiche e per tutta l'arte contemporanea.
Nelle sale di Palazzo Forti viene presentata un'ampia selezione dei maggiori capolavori di Wassily Kandinsky, Marc Chagall e Kazimir Malevich. Ricordiamo, tra gli altri, "Chiesa Rossa" (1900-1910), "Fiume d'autunno" (1900-1910), "Paesaggio estivo. Murnau" (1909), "Improvvisazione n. 11" (1910), "San Giorgio" (1911), "Macchia Nera" (1912), "Dipinto con bordo bianco" (1913), "Arco Azzurro" (1917), "Due ovali" (1919) di Kandinsky ; "Veduta dalla finestra. Vitebsk" (1908), "Il padre" (1914), "La vecchia Vitebsk" (1914), "Gli amanti azzurri" (1914), "L'ebreo rosso" (1915), "Il bagno del bimbo" (1916), "Gli amanti rosa" (1916), "Promenade" (1917), "Visione" (1917-18) di Chagall ; "L'aviatore" (1914), "Suprematismo. Supremus n.58 (Giallo e nero)" (1916), "Quadrato nero" (1923), "Paesaggio con cinque case" (1928-32), "Il carpentiere" (1928-32), "Il proprietario della dacia" (1928-29), "Testa di contadino" (1928-32), "La lavoratrice" (1933), "Ritratto della figlia dell'artista" (1934) di Malevich, e molti altri ancora.
Un'occasione unica ed irripetibile per conoscere le opere dei tre maggiori protagonisti dell'arte russa di inizio secolo, affiancate dai lavori della cerchia di artisti che ad essi fece riferimento come, ad esempio, Nathan Altman, Mikhail Larionov, Natalia Goncharova, Alexander Rodchenko, Ivan Puni, Boris Grigoriev, Alexander Shevchenko.
La mostra di Palazzo Forti, nata grazie alla collaborazione con il Museo Statale Russo di San Pietroburgo, presenta in tutto 115 opere di grande intensità e suggestione, scelte in modo da poter rappresentare la pittura dei tre grandi maestri ed il clima culturale della loro epoca.
Attraverso questo excursus è possibile cogliere la rete di assonanze che accomunano Kandinsky, Chagall, Malevich ed i loro entourages, delineare i legami che l'arte russa ha intrattenuto con le altre avanguardie del secolo Futurismo, Cubismo, Fauvismo - ma anche riscoprire le radici di un fare artistico, che pur inaugurando nuovi e rivoluzionari linguaggi, ha saputo mantenere vivi i rapporti con la tradizione popolare russa, la sua propensione al fiabesco, la sua intensa spiritualità.
Mai si parlò e si scrisse tanto di "spiritualismo" come tra la fine del secolo scorso e l'inizio del nostro. Infatti tutte le grandi correnti di pensiero, dal ritorno alle forme primitive, alla rinnovata attenzione per l'Oriente nella ricchezza delle sue evocazioni, determinarono un nuovo ed imprevedibile humus spiritualista.
Proprio l'arte russa, con i tre grandi, Kandinsky, Chagall, Malevich e i loro compagni di strada, seppe interpretare e condurre ad esiti positivi simili premesse, influenzando il secolo con la propria progressione poetica e concettuale.
Il terremoto culturale che attraversò l'Europa trovò la cultura russa pronta ad iniziare un viaggio che avrebbe avuto come destino quello di contribuire in modo determinante alla rifondazione delle forme artistiche. Ciò avvenne sia nelle arti visive che nella musica, sia nel teatro che nel balletto. Quello straordinario crogiolo di idee seppe farsi "nomade" e dialogare proficuamente con le nuove proposte europee, ma fu tuttavia in grado di recuperare alla piena coscienza della modernità la propria inesausta tradizione culturale.
Le icone, le fole, i canti e le musiche popolari andavano a rafforzare una particolare convinzione innovativa che ancora oggi è ben lontana dall'aver esaurito la sua spinta.
In un periodo storico in cui si stavano frantumando le certezze della forma, l'arte russa seppe dar significato nuovo sia alla sua dispersione che alle sue ancora inedite ragioni di rifondazione.


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