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Presentazione del direttore Giorgio Cortenova

La liricità, l'ironia, la volontà di raccontare per immagini, che da sempre caratterizzano il linguaggio di Tino Stefanoni, costituiscono ormai un universo di segni e di logotipi di rara continuità ed intensità. Questa mostra intende tracciare un profilo antologico in grado di sottolineare la precoce e tempestiva lungimiranza creativa dell'artista in ordine agli sviluppi e agli enigmi dei moderni modelli di comunicazione.
Presto ti accorgi che la fiabesca poesia delle immagini scaturisce dalla capacità dell'artista di rinvenire un segreto livello intimo e privato negli stilemi della comunicazione "di massa", ieri, e "globale" oggi: dalla segnaletica agli "emoticons", termine con cui ci è parso opportuno ed intrigante sintetizzare questa esposizione.
Gli "emoticons" di Stefanoni non solo si propongono come proposizioni o racconti contratti nella sintesi cara alla comunicazione digitale, ma sembrano a me finalizzati ad arrischiare la propria sopravvivenza nelle tempeste dei consumi veloci: enigmatici portabandiera della "differenza" e dell'inalienabilità che contraddistingue l'arte.
In questa interrogante magia del linguaggio la mostra sviluppa un dialogo ricco di fascino e d'inusitate sorprese emotive.

Il Direttore
Giorgio Cortenova


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