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Matteo Basilè

Matteo Basilè nasce a Roma nel 1974. Frequenta il liceo artistico e, a poco più di vent'anni, esordisce sulla scena artistica romana esponendo in note gallerie come l'Attico di Fabio Sargentini (Martiri e Santi, 1996) e Il Ponte Arte Contemporanea (Clonato '96 e Fusion '99).
Fin dalle prime mostre è considerato uno degli artisti di punta dell'ultima "generazione digitale".
Così Basilè si racconta in un'intervista rilasciata a Luciano Marucci: "tutto il mio lavoro si basa sulla ricerca tra arte e nuova tecnologia. Vado scoprendo immagini attraverso le reti Internet, i canali televisivi, i video musicali. Ultimamente la mia è un'indagine video-fotografica. Preciso che non sono un fotografo, mi sento più che altro un regista. Faccio parte di quella generazione incredibile che ha ripreso la chiave di lettura di Andy Warhol e i suoi scoperti agganci con la vita. Sono stato coinvolto dall'atmosfera di Keith Haring. Adesso, più probabilmente, da registi cinematografici come Spike Lee e Mathieu Kassovitz. La mia produzione ultima in cui unisco spazio reale e virtuale, è sui ritratti e sugli oggetti che appartengono alle persone 'indagate'.
La mia è una rilettura della realtà esistente, sia che usi l'immagine di una cellula vista al microscopio, sia che scatti un ritratto con la macchina digitale o che metta un oggetto sotto lo scanner. Non uso la fotografia, ma la plotter painting che dall'hard disk viene passata da grosse stampanti direttamente su lamine. Tutto è molto chimico, sintetico. Questo è il suo fascino.
Manipolandola graficamente al computer, faccio la radiografia di ognuno per ricercare non la bellezza del corpo, bensì il codice interiore di un'anima già catalogata, presa d'assalto dai media, da milioni di informazioni che la devastano. Vado costruendo degli archivi dell'anima dove ognuno può riconoscere una parte di se stesso. Ora sto lavorando sui monitor al plasma [] che oltre ad essere televisori, diventano opere di Matteo Basilè. Vi appaiono dei personaggi che, sfiorati per esempio sulla bocca, fanno scattare l'interattività. Parlano e mostrano delle immagini che ho manipolato con il computer. Raccontano la loro vita, sempre secondo una mia lettura, nel senso che contamino la storia con i miei codici".
Matteo Basilè è artista di icone. Le sue opere, pur legate alla sperimentazione multimediale, hanno come protagonisti soggetti molto "umani", persone, cose; la figura lo attrae con la sua bellezza, i suoi difetti, gli sguardi, i visi. Attraverso il computer archivia pezzi di storie di personaggi che ha scelto, seziona la loro anima. Adopera un mezzo che utilizzano i grafici, i video-maker, i fotografi, ma non è solo un bravo grafico. Il suo fine è quello di "campionare, registrare, remixare tutto quello che c'è nell'aria" per dipingere un universo fatto di sogni surreali e misteriosi.
Matteo Basilè vive e lavora a Roma.

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