Indietro
 
Claudio Costa

Claudio Costa nasce a Tirana, in Abania, nel 1942. Studia architettura al Politecnico di Milano (1962 - 1965) per poi trasferirsi a Parigi dove impara le tecniche dell'incisione presso l'atelier di Hayter.
Nel 1969 si stabilisce a Rapallo e nel 1975 fonda a Montegrifo, in Liguria, un Museo di antropologia contadina. Dal 1988 si dedica alla riabilitazione dei malati mentali all'ospedale psichiatrico di Genova, mediante l'arte e la creatività. Costa muore a Genova nel 1995.
L'opera di Claudio Costa si colloca nel sistema-arte per il suo tentativo di ricostruire l'identità dell'uomo nella sua totalità, nella sua duplice natura razionale ed emozionale.
La sua arte vuole favorire una maggiore presa di coscienza delle nostre origini al fine di recuperare quell'universo umano, naturale, primordiale che rischia la dispersione e lo stravolgimento, causa i ritmi convulsi dello sviluppo tecnologico.
La motivazione del suo lavoro, lucidamente estraneo al contesto della società e della produzione dei consumi della massa, nasce dal clima post-sessantottesco contrassegnato da un rinnovato interesse per le scienze umane, la psicologia, la sociologia e l'antropologia.
E' così che Costa partecipa, assieme ad un gruppo di artisti europei ed americani, al recupero delle forme del passato, dei reperti, dei riti e dei miti antichi e tribali.
Nelle sue opere (disegni, dipinti, sculture, assemblages polimaterici) un cimitero di oggetti trovati sulla spiaggia, nei campi, nelle foreste africane, nelle discariche metropolitane - legni macerati, foto sbiadite, ferri ossidati, utensili contadini, fossili, cocci terrosi, ossa bianche, feltri ingialliti - vengono accostati, sovrapposti, combinati in una sintesi poetica di natura e cultura.
Il segno di Costa circoscrive, appropriandosene, uno spazio mai lineare, ma stratificato, terrestre, rappresentazione della dura crosta-suolo del mondo, delle sue scorie, dei suoi sedimenti.

Indietro