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Paolo Cotani

Paolo Cotani nasce a Roma nel 1940. Frequenta in modo discontinuo il Liceo Artistico e la Scuola di Nudo all'Accademia di Francia a Roma. Si perfeziona all'Accademia delle Arti Decorative di Parigi (1959-1961) e nel 1964 si trasferisce a Londra, dove lavora ad una serie di allestimenti teatrali ed insegna presso il 'Chelsea College of Arts'. Tiene la sua prima personale nel 1968 alla Galleria Ferro di Cavallo di Roma, dove rientra definitivamente nel 1970.
A partire dai primi anni settanta, Cotani matura la sua visione estetica nell' ambito di quella ricerca astratta che privilegia l'analisi degli strumenti sintattici della pittura (superficie, colore, luce, supporto) in un processo d'azzeramento e di riduzione dove l'opera finisce per coincidere con il procedimento, la prassi che l'ha generata. Partecipa così ad alcune importanti mostre dedicate alla cosiddetta 'Nuova Pittura', o 'Pittura analitica' (Un futuro possibile. Nuova Pittura, Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 1973; Analystische Malerei, Galleria La Bertesca, Dusseldorf, 1975).
Tra il 1971 e il 1974 dà vita ai cicli La lenta percezione e Passaggi (qui la tensione minimale dell'opera è giocata su di un intreccio di linee appena accennate, su brevi scarti di colore sul campo) che indagano il rapporto tra il 'fare' e il 'vedere', tra il tessuto della superficie pittorica e la sua percezione. Intorno alla metà del decennio l'artista attraversa uno dei momenti più significativi della sua ricerca con le Bende elastiche, un ciclo realizzato avvolgendo su di un telaio vuoto bende di stoffa precedentemente colorate che strutturano insieme la tela e l'opera. Le bende intrecciate e sovrapposte non sono infatti ospitate dalla superficie, ma sono la superficie. Nella serie successiva, quella dei Fili battuti, la tela è invece avvolta con dello spago che viene premuto e poi tolto, così che rimane solo la traccia del suo passaggio. La ricerca di Cotani si muove in questi anni all'interno della dialettica accumulazione-sottrazione.
Le Nuvole del '77, eseguite a punta d'argento su carta, abbandonano la fisicità e il valore strutturale delle bende e dei fili per suggerire, attraverso un pointillisme sottile, l'idea di un'epidermide che si anima di maculature leggere; nelle Cartografie (1979-80) queste maculature assumono consistenza reale, divengono frammenti di materia, stratificazioni di minuscoli pezzi di carta dipinti a pastello che aggettano rispetto alla superficie della tela o al supporto di alluminio. All'inizio degli anni ottanta con il ciclo Architetture e Sugli Ordini l'attenzione dell'artista si sposta sulle strutture primarie delle geometria (l'arco, la piramide, il cerchio) e sulle figure degli ordini classici (colonne, capitelli, ecc.). Seguono gli Spazi virtuali e mondani (1982) dove Cotani sovrappone due piani di percezione dell'immagine, il fondo, a pennellate larghe e gestuali e la superficie, a trama stretta, scandita da un reticolo di segni leggeri. Anche la serie delle Cancellazioni è giocata intorno al tema della stratificazione degli interventi, ma presenta cromie più delicate (azzurri, lilla, beige). A L'Arpa celtica e Frontalità e policromia (1990) appartengono opere più preziose per l'uso di materie quali l'oro e la cera e di elementi a voluta e a ricciolo e per l'emergere di una sottile carica evocativa e metaforica che qualifica l'opera dell'artista a partire dalla fine degli anni settanta.
Nel 1990 la Galleria d'Arte Moderna di Verona Palazzo Forti gli dedica un'ampia antologica. Negli ultimi anni Cotani prosegue la sua indagine sui confini della visione attraverso l'uso della fotografia: applica al centro della tela o della tavola di legno delle fotografie in bianco e nero (particolari di opere precedenti, di corpi, dettagli architettonici), parzialmente offuscate da pennellate bianche e nere, istituendo un dialogo ambiguo tra forma e cancellazione, tra l'immagine e il suo contrario.
Paolo Cotani vive e lavora a Roma.

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