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Roni Horn

Roni Horn nasce a New York nel 1955. Dopo aver frequentato la 'Rhode Island School of Design' (1972-1975), studia alla 'Yale University', Connecticut.
A partire dal 1975, ogni anno soggiorna per alcuni mesi in Islanda. Esordisce nel 1980 con una personale al Kunstraum di Monaco. Vive e lavora a New York.
Roni Horn è un'artista poliedrica e curiosa che si esprime attraverso un ampio repertorio di linguaggi (il disegno, la scultura, la fotografia, la scrittura) sfuggendo a definitive classificazioni.
In una stessa esposizione si fronteggiano blocchi parallelepipedi di alluminio sparsi sul pavimento o appesi alla parete (su cui campeggiano grandi lettere colorate), sfere di rame, sottili lastre d'oro appoggiate a terra, libri con fotografie e testi dell'artista, opere su carta, fotografie che ritraggono vulcani e laghi di Islanda, animali, volti di ragazza.
Ciò che lega tra loro questi diversi lavori è il principio della 'identità multipla', ovvero l'impossibilità di risolvere in modo definitivo e univoco il quesito che ogni opera pone. L'opera infatti non si dà mai come sistema chiuso, come forma risolta, ma è ambigua, instabile, doppia, e suscita nello spettatore una sensazione di spaesamento.
Così funziona la serie di fotografie che la Horn dedica al fiume Tamigi (Still Water- the River Thames, for example, 1999): il fiume è, nel gioco di riflessi, nel suo misterioso fluire, luogo oscuro della molteplicità; così le fotografie dedicate agli animali. L'artifizio della duplicazione produce un inquietante moltiplicarsi di relazioni spaziali e temporali e insinua nell'osservatore l'interrogazione sulla differenza.
La visione del mondo dell'artista vive di polarità opposte. Il principio dell'ambiguità appartiene d'altronde alla biografia della Horn che dichiara di possedere una natura androgina, di essere insieme uomo e donna, a partire da quel nome, Roni, che può essere sia maschile che femminile.
A questo tema si allaccia quello esistenziale della solitudine, del silenzio, dell'attesa, mutuato forse anche dalle suggestioni letterarie degli scrittori più amati - Franz Kafka e Emily Dickinson - cui la Horn ha dedicato opere come Kafka's palindrome (1991-1994) e How Dickinson stayed home (1992-1993).

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