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Joseph Kosuth

Joseph Kosuth nasce a Toledo, Ohio, nel 1945.
Tra il 1955 e il '62 frequenta la 'Toledo Museum School of Design' e nel '63 il 'Cleveland Art Institute'. Nel '65 si stabilisce a New York, dove si iscrive alla School of Visual Arts.
Influenzato dagli studi sul linguaggio e sulla logica del filosofo inglese Alfred Jules Ayer e dell'austriaco Ludwig Wittgenstein, si interroga sullo statuto dell'opera d'arte, sulle sue regole, sui suoi mezzi espressivi ("Being an artist now means to question the nature of art"), giungendo alla convinzione che la cosiddetta artisticità di un oggetto non risieda nell'oggetto stesso, nelle sue componenti visive e formali, ma piuttosto nell'idea, nel processo mentale, che lo ha generato (Art as idea, as idea).
Nel 1965 nasce One and Three Chairs: una sedia di legno (codice 'oggettuale') è esposta accanto alla fotografia di una sedia (codice visivo) e alla definizione da dizionario della parola 'sedia' (codice verbale).
Con questa provocazione tautologica Kosuth riduce l'opera alla struttura e alla logica della semplice proposizione, dichiara che l'arte è nel concetto di ciò che si vuole rappresentare, non nella cosa, non nella sua definizione o nella sua rappresentazione fotografica, considerati elementi puramente accidentali.
Nel '65 continua le sue investigazioni linguistiche con una serie di opere 'autodefinite' (self-defined).
Nel caso della famosissima neon electrical light english glass letters green eight è la stessa opera (otto parole realizzate con tubi al neon) a dichiarare le sue caratteristiche cromatiche, formali e materiali.
Nel 1967 tiene la sua prima personale, Fifteen People Present Their Favourite Book, al Museum of Normal Art di New York (la vecchia Lannis Gallery). Nel '69 diviene coeditore dell' Art & Language Press' in Inghilterra e editore della rivista americana 'Art-Language'. Quello stesso anno organizza una mostra, Fifteen Locations, che si svolge simultaneamente in quindici diversi musei e gallerie di tutto il mondo e partecipa alla mostra d'arte concettuale, January 5-31, 1969 presso la Seth Siegelaub Gallery di New York.
Tra il '70 e il '74 realizza una serie di opere ambientali, ricreando, ad esempio, in galleria la realtà di una classe: i visitatori vengono fatti accomodare nei banchi, vengono distribuiti documenti da leggere, diagrammi e testi sono appesi alle pareti. Tra il 1978 e il '79 dà vita al ciclo Text /Context, in cui dichiarazioni sull'arte e sul linguaggio vengono esibite all'interno di bacheche. Nel 1981 realizza la serie Cathexis che consiste in un certo numero di immagini rovesciate di opere di antichi maestri, percorse da X colorate e accompagnate da scritte didascaliche. Nel ciclo Zero and Not (1985) testi stampati su carta o incollati direttamente sulle pareti della sala espositiva (Leo Castelli Gallery New York, 1986) vengono parzialmente oscurati tramite l'applicazione di strisce di nastro nero. Altrove le parole sono nascoste da tubi di luce al neon.
Kosuth vive e lavora a New York e a Roma.

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