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Paola Pezzi

Paola Pezzi nasce a Brescia nel 1963. Nel 1986 si diploma all'Accademia di Brera di Milano, dove è allieva di Zeno Birolli e di Luciano Fabro.
Tra la metà degli anni ottanta e quella degli anni novanta si dedica alla scultura realizzando una serie di volumi parallelepipedi e cubi in materiali sintetici come il polistirolo che avvolge con bende di stoffa colorate, gommapiuma, vecchie passamanerie, e riveste di un impasto di terriccio misto a colla, ottenendo effetti polverosi e archeologici (all'inizio sotterra le sue opere nei boschi della Valtenesi, sul Lago di Garda). I colori sono quelli della sabbia e della malta, gli ocra e gli avori. Sculture povere, minimaliste, introverse e primordiali, che riservano una caratteristica inattesa, la leggerezza; le appende isolate al muro, quasi reperti di scavo o le fa pendere dal soffitto."Ritrovamenti" le chiama l'artista che in un'intervista di Anna Ponente dichiara: "L'opera è sempre in viaggio e su di sé si stratificano e sedimentano gli eventi, il tempo e la storia. Subisce mutamenti geologici e morfologici dati dai luoghi di provenienza; perciò intendo l'opera come ritrovamento che contiene la sua storia e il suo luogo."
Nella seconda metà degli anni Novanta passa alla pittura (pastelli su carta, acrilico su stoffa da tappezzeria e da materasso a striscioni, su lenzuola e mimetiche militari) dando vita ad una sorta di diario della sua esperienza quotidiana, di trasposizione fiabesca del proprio vissuto, di censimento decorativo della sua casa-studio.
Dipinge spazi fantastici, agravitazionali, curvi, avvolgenti, percorsi da una sorta di energia dinamica, popolati di quadri, scaffali, barattoli, pennelli, tavoli gialli, sculture, pesci (quelli del suo tappeto kilim), frammenti coloratissimi di un caleidoscopio sparsi in tutte le direzioni.
Negli ultimi anni torna alle tre dimensioni con sculture soft, in pannolenci e sughero, e hard, fatte di cannucce, matite colorate, biro, pastelli a cera, palline da ping-pong infilate in calze di nylon.
Un universo leggero, metamorfico, ironico, lirico e scanzonato che conserva la forte valenza coloristica della precedente esperienza pittorica. Ogni opera è dialogo tra forma e colore, è magia che si ricrea attraverso se stessa in un gioco che trasforma l'ovvio in una nuova realtà simbolica.
Paola Pezzi vive e lavora a Milano.

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