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Ivano Tagetto

Ivano Tagetto nasce a Verona nel 1965 e, sempre a Verona - fatta eccezione per una parentesi pugliese di due anni - vive e lavora.
"All'età di venticinque anni attraverso un periodo introspettivo e mistico che cambierà la mia vita in modo radicale. Da sempre incline ad attività creative, detto periodo mistico sfocia in una instancabile vocazione poetico pittorica nonché musicale e culmina nel periodo di quasi eremitaggio forzato in Puglia che mi vede pittore ormai consolidato e mi illumina il cammino.
Da quel momento abbandono per sempre le 'isole', paesaggi logicastratti impregnati di fantastico, colore e materia che avevano caratterizzato il mio primo momento di entusiasmo spirituale per una ricerca profonda ed autentica della verità.
La mia pittura si avvicina sempre più al minimale, all'essenziale, le vie sono molteplici e inesauribili, ma nessuna stabile visto che il mio interesse è diretto non al risultato di una tecnica o di un'altra, ma all'iter eruttivo del momento creativo. La mia attenzione va alla scintilla-origine del sentimento universale, o meglio all'attimo prima che questa sia. Metto in correlazione osservazioni sul tempo e sul ritmo spaziale e musicale con osservazioni sullo spirito e ne nasce la mia prima opera-performance dal titolo Nativa.
[...] Metto anche a punto una teoria personale del colore, in parte dissociata da quella degli astrattisti di inizio secolo. La mia ultima produzione trova la sua verità nella povertà dello strumento: semplici matite usate con un processo lento e quasi mandalico per costruire lirismi e poetiche concettuali alla ricerca del perfetto armonico, del suono originario.
E' adesso, è qui che l'acqua bagna arida come un deserto di sale, io sono altrove, raramente provo sete forte tra il caos primordiale e la forma definitiva. Il mio dipingere è domanda, il mio dipingere è ascolto, il mio dipingere è risposta. Il mio dipingere, come goccia d'acqua, solcherà la roccia, perforerà la montagna. Piccola, debole, inutile goccia, il mio dipingere è nei suoni del vento, nella luce di un pensiero, nella voce di un rosso. Nel mio dipingere si muove la vita di un dio che ha trasformato il mio cuore nel suo foglietto per un disegno nuovo, per una nuova idea."

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