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Olga Tobreluts

Olga Tobreluts nasce a Leningrado nel 1970, dove, nel 1989 si diploma presso la Scuola Tecnica di Architettura. Nel 1991 frequenta un corso di grafica computerizzata all'Art Com Institute di Berlino.
A partire dal 1993 si dedica all'arte digitale. Nel 1995 il Ministero della Cultura della RSFSR le assegna una borsa di studio. Quello stesso anno è premiata al festival 'Third Reality' di San Pietroburgo per la realizzazione del video Woe from Wit. Sin dal 1998 lavora come curatrice di alcune mostre fotografiche organizzate presso il club 'Mama' a San Pietroburgo.
Olga Tobreluts è una pioniera nel campo della video-animazione e della grafica elettronica.
L'artista si serve dei nuovi media per esprimere una poetica che mette in scena la dialettica tra cultura d'èlite e cultura di massa, tra modelli alti e classici e stereotipi del kitsch e del pop.
Le immagini digitali a colori manipolate dall'artista, sotto forma di ritratti o di scene di genere, mescolano motivi e stili prelevati dall'universo dell'arte con gli idoli della società contemporanea, aprendo un varco attraverso la storia e l'immaginazione; nella serie Sacred Figures (1999), ad esempio, personaggi come Naomi Campbell, Linda Evangelisti, Claudia Schiffer e Kate Moss sono calati all'interno delle opere di antichi maestri, proiettati in un mondo stile Renaissance.
Altrove l'artista ricalca noti capolavori della pittura del Cinquecento italiano, affidando ai personaggi rappresentati le sembianze delle celebrità del nostro star-system; è così che il celebre San Sebastiano di Antonello da Messina esibisce il volto dell'attore Leonardo di Caprio.
La Tobreluts gioca poi con la logica capitalista del messaggio pubblicitario e commerciale in una serie di busti di giovani uomini che indossano t-shirts alla moda. I loro volti appartengono a sculture classiche greche, le magliette esibiscono attualissime griffes.
Per mezzo di questi effetti stranianti dona allo spettatore la possibilità di una percezione nuova, fresca delle antiche immagini e ci invita ad apprezzare il potere evocativo dell'arte greca e romana.
La bizzarra miscela tra un ideale creato dalla cultura di massa e l'ideale senza tempo incarnato dall'opera antica finisce per enfatizzare il fascino immortale dell'arte classica e per attivare un senso di bellezza (spesso latente) nell'uomo contemporaneo.
L'artista offre una personale visione del modo in cui gli artisti russi che si servono delle nuove tecnologie in realtà operino una mediazione tra il materialismo della pratica della video-art, diffusa nel mondo occidentale, e lo storicismo e il concettualismo che caratterizzano la cultura del proprio paese. Il ritorno ad un idealismo che è profondamente radicato nel mondo russo è del resto uno dei leit-motiv che informa la cosiddetta Novia Akademia, un movimento artistico - di cui la Trobeluts è attualmente uno dei membri più noti - fondato a San Pietroburgo alla fine degli anni ottanta dal critico e teorico Timur Novikov.
Uno dei riferimenti cardine del gruppo è del resto la stessa città di San Pietroburgo, città classica ed intellettuale per eccellenza, nata per aspirare ad una condizione di bellezza ideale.
Olga Tobreluts vive e lavora a San Pietroburgo.

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