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Italo Zuffi

Italo Zuffi nasce a Imola (Bologna) nel 1969. Nel 1993 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Nelle sue installazioni, video-azioni ed immagini fotografiche sovverte le coordinate spaziali fisse, nega la forza di gravità dei corpi, sottrae gli oggetti alla loro abituale funzione creando nello spettatore una sensazione di spaesamento, di cortocircuito, di paradossale incongruenza, al fine di rivelare l' instabilità del nostro abitare il mondo, la fragilità dei nostri rapporti istituzionalizzati con esso, la vulnerabilità delle leggi fisiche e statiche che regolano la vita materiale.
Il ciclo degli Osservatori trasportabili (1997) è costituito da una serie di riproduzioni di misteriosi osservatori astronomici in cera la cui funzione, appunto quella dell'osservare, del guardare fuori, è contraddetta, in alcuni casi, dalla natura cieca delle cupole, chiuse, sigillate, in altri, dai segni di uno smembramento, come se qualcosa fosse intervenuto a smontarli al solo scopo di impedirne l'attività.
Le successive Scomposizioni, modelli di edifici in legno dipinto, parte delle quali inventate (con qualche accenno alle architetture di Aldo Rossi e a certo postmodernismo), altre reali (alcune ville palladiane), sembrano dei grandi, ma poco rassicuranti giocattoli. Ridotte in pezzi, pur senza recare i segni di un'azione distruttiva, come se una forza sconosciuta avesse aperto in esse dei varchi alla visione, queste costruzioni paiono contraddire la possibilità di uno stabile possesso del mondo, del suo peso, delle sue misure e delle sue distanze.
La Scomposizione IV è una grande struttura in legno dipinto che riproduce in scala due ville sormontate da osservatori astronomici. Gli edifici sono presentati capovolti e parzialmente smontati, sparpagliati sul pavimento.
Anche nella sua produzione di video e fotografie Zuffi affronta i temi della negazione delle tradizionali funzioni di materiali e corpi così come dello svelamento della loro interna fragilità, investigando, attraverso paradossali esperimenti, la possibilità di reinterpretare la realtà nei suoi principi costitutivi.
Nelle serie fotografica intitolata Rivolta (1997-1999), ad esempio, fa calare dal soffitto una serie di oggetti trovati, li fotografa ponendo grande attenzione al dato formale per poi esporne le stampe all'incontrario, a testa in giù nell'assurdo tentativo di liberarli del loro peso fisico. Nella recente video-azione The Reminder l'artista, servendosi di due sedie, si esibisce in una serie di improbabili contorsionismi, sperimentando posizioni innaturali alla ricerca di un equilibrio iraggiungibile.
Italo Zuffi vive e lavora ad Imola.

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